Nuoto e scoliosi: è veramente utile?

Nuoto e scoliosi: è veramente utile?

Per anni il connubio nuoto-scoliosi è stato il cavallo di battaglia di molti medici e ortopedici, in quanto in linea teorica lo sforzo prodotto in acqua dovrebbe aggirare i problemi legati alla gravità, uno dei fattori che co-occorrono al presentarsi e al peggiorare di questa patologia. Studi recenti sembrano però aprire nuovi scenari sul rapporto che lega la scoliosi all’attività natatoria.

Li indagheremo nelle prossime righe, non prima però di aver gettato luce su cos’è la scoliosi e su quali siano i benefici del nuoto.

La scoliosi: cos’è e come si manifesta

scoliosi

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Patologia nota sin dall’antichità, la scoliosi si manifesta come un incurvamento della colonna vertebrale. Si tratta di un fenomeno ampiamente diffuso, in quanto dati alla mano pare che affligga in misura variabile circa il 3% della popolazione.

Le ragioni che portano all’insorgere della patologia possono essere diverse, e vanno dalle malformazioni congenite alla trasmissione genetica, dalle problematiche muscolari come la distrofia o l’atrofia alla malformazione del midollo spinale. In alcuni casi può essere la conseguenza di un trauma psico-fisico, come la paralisi celebrale o la comparsa dei tumori.

Poste quelle che possono essene le cause, di scoliosi ne vengono identificate tre tipologie: in 7 casi su 10 questa è di tipo idiopatico, ovvero si manifesta senza che sia necessariamente presente una causa nota. Nel restante 30% dei casi può essere di tipo congenito (quindi presente sin dalla nascita) o la conseguenza di una patologia neuromuscolare.

Come succede per ogni altra patologia che coinvolga muscoli e ossa, anche la scoliosi deve essere trattata dietro consulto medico. In linea del tutto indicativa, comunque, si possono tracciare dei metodi comuni di gestione del fenomeno a seconda del grado di curvatura della schiena. Si tratta di indicazioni generiche, e vanno prese con la consapevolezza che ogni caso fa storia a sé.

Quando la curvatura della colonna è di lieve entità, ovvero non supera i 20°, si tende ad evitare terapie di qualsivoglia natura, ricorrendo invece all’attività fisica che ha la doppia funzione di migliorare la postura e rinforzare i muscoli vertebrali. Quando la curva va da 20° a 35° è necessario agire con strumenti di supporto e correzione come i busti ortopedici, che andranno accompagnati con sedute periodiche da specialisti della riabilitazione. Infine, se la curvatura supera i 35° sarà necessario un intervento chirurgico, altrimenti il rischio è quello di andare in contro a complicazioni di natura neurologica o respiratoria.

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Quale che sia il tuo caso, il modo migliore di tenere sotto controllo la scoliosi rimane quello di periodiche visite di controllo da uno specialista che ne certifichi il progredire.

I benefici del nuoto

L’attività fisica, dicevamo, può essere un buon alleato nella lotta contro la scoliosi soprattutto quando questa è di lieve entità.

Negli anni passati si era soliti consigliare il nuoto a chi soffrisse di questa patologia e livelli non gravissimi. D’altronde l’attività natatoria è da sempre considerata una delle più salutari per l’intero organismo. Vale la pena pertanto riportare alcuni di questi benefici.

Primo fra tutti, è un ottimo strumento per allenarsi meglio affaticandosi di meno, per via del fatto che “operando” in una posizione orizzontale il nostro corpo sentirà di meno la pressione atmosferica. I movimenti che facciamo durante le vasche sono un toccasana sia per le ossa che per i muscoli, e hanno come conseguenza quella di rendere più flessibili legamenti e articolazioni.

Il nuoto poi fa bene al cuore, in quanto migliora l’ossigenazione di tutto il sistema cardiovascolare e di conseguenza anche quella di quest’organo fondamentale per vivere una vita sana. Fra i benefici più evidenti e immediatamente riscontrabili si segnala poi il positivo apporto che nuotando si dà al controllo del colesterolo e alla diminuzione dello stress; nel primo caso grazie agli effetti benefici del nuoto sulle arterie, nel secondo grazie all’aspetto meditativo che, per forza di cose, siamo costretti a mantenere mentre siamo in acqua.

Per tutte queste ragioni da molti anni un luogo comune molto diffuso è stato quello che il nuoto facesse bene anche a chi soffre di scoliosi. Ma è davvero così? Il nuoto è davvero utile quando siamo affetti da questa delicata patologia?

Nuoto e scoliosi: sfatiamo un luogo comune

L’assunto dal quale si partiva era quello che per nuotare sia necessario assumere una posizione orizzontale, evitando in questo modo che la colonna d’aria di pressione atmosferica agisca sulla colonna vertebrale affetta da scoliosi.

Nel 2013, uno studio condotto dall’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico) ha messo a confronto le curvature delle spine dorsali di nuotatori professionisti con quelle di pari-età amatoriali (sia uomini che donne), con l’intento di indagare anche con quale frequenza si presentassero fenomeni di mal di schiena.

Dai risultati dell’indagine è emerso che le curvature peggiori e una maggiore frequenza di dolori lombari si presentassero in quei soggetti che erano professionisti o donne, quindi le figure che più delle altre effettuavano allenamenti pesanti o che avessero una colonna più mobile. D’altro canto, va anche detto che chi frequentava le piscine in maniera saltuaria e senza grossi carichi di lavoro non mostrava né deformazioni particolari né un numero preoccupante di mal di schiena.

Vedi anche il nostro articolo “Il Nuoto contro il Mal di Schiena” per approfondire il discorso.

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In che modo, dunque, il nuoto interagisce con la scoliosi? Per capirlo, facciamo un esempio pratico.

Pensiamo allo stile libero: quando nuotiamo per spingerci in avanti dobbiamo costantemente muovere le gambe. Questo ci permette di muoverci in acqua e spostarci dal punto A al punto B. Affinché le gambe restino a galla, tuttavia, bisogna fare uno sforzo particolare per allinearle al filo dell’acqua, accentuando perciò quella che viene definita “lordosi lombare”, già presente in chi soffre di scoliosi. Elemento che influisce nella comparsa della scoliosi è poi quello della torsione della colonna vertebrale, e i tipici movimenti delle bracciate lo favoriscono in maniera non indifferente.

A questo punto potremmo chiederci: dunque è davvero tassativamente proibito fare nuoto a chi soffre di scoliosi? La risposta, come sempre, sta nel mezzo.

Se ti piace nuotare e soffri di una forma lieve di scoliosi, il tuo medico non dovrebbe proibirti di fare piscina. Il nuoto d’altronde è uno sport fortemente benefico che può apportare miglioramenti al tuo stato fisico e psicologico a diversi livelli, così come abbiamo descritto nel paragrafo precedente.

D’altro canto, recenti studi scientifici hanno dimostrato come nei casi più gravi il nuoto non solo non apporti nessun beneficio, ma possa essere addirittura controproducente. Il consiglio finale, dunque, rimane lo stesso di tutte quelle situazioni in cui si deve affrontare una qualsiasi patologia di tipo fisico e le variabili da tenere in considerazione sono molteplici, ovvero: non improvvisare e segui attentamente i consigli degli esperti.

Perché se è vero che il nuoto porta con sé innegabili aspetti positivi, è anche vero che nei casi di scoliosi medio-grave questi effetti possono tramutarsi nell’esatto opposto. Se sei affetto da scoliosi, il tuo medico saprà dirti se è il caso di fare piscina, se dovrai praticare altre attività fisiche di diverso tenore oppure – qualora il caso lo richieda – se sarà necessario ricorrere a azioni correttive di natura esterna quali l’utilizzo del busto o l’intervento chirurgico.

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