Sicurezza in piscina: quali sono gli standard da rispettare?

Sicurezza in piscina: quali sono gli standard da rispettare?

La sicurezza in piscina è un problema che non può e non deve essere sottovalutato.

La piscina, purtroppo, può rivelarsi un pericolo potenziale per gli utenti che fruiscono dei suoi servizi.

In molti casi, e la cronaca ce lo ha insegnato, la piscina si è rivelata mortale. Ecco perché le strutture destinate ad un’utenza pubblica devono rispettare alcuni standard e principi di sicurezza previsti dalla normativa in vigore che, purtroppo, è abbastanza confusa.

Nel nostro articolo, cercheremo di fare un po’ di chiarezza e di individuare alcuni punti cardine della sicurezza in piscina.

I rischi per la sicurezza nelle piscine pubbliche e private

Tendenzialmente, gli elementi intorno a cui ruotano le norme che si occupano di sicurezza in piscina riguardano la larghezza minima del bordo vasca, l’obbligatorietà o meno della vaschetta lava piedi, l’obbligatorietà o meno delle delimitazioni di tipo igienico sanitario.

Insieme ai descritti elementi, la normativa si occupa anche di profondità massima della vasca e della presenza nonché ubicazione dell’infermeria.

Norme base della sicurezza in piscina: pavimentazione

Partiamo dalla larghezza minima del bordo vasca che può variare da Regione a Regione in base alle relative norme emanate.

In linea di massima, la larghezza minima del bordo vasca non può essere inferiore a 1,5 metri. In alcuni casi, tuttavia, sono possibili deroghe, per esempio nel caso di piscine al coperto con un lato addossato ad una parete.

Quanto alla delimitazione igienico sanitaria e alla recinzione di sicurezza ci riferiamo, in particolare, all’installazione in tutte le piscine aperte al pubblico di idonea pavimentazione antitrauma, l’unica in grado di preservare gli utenti da incidenti oppure fastidiosi inconvenienti.

Il pavimento antitrauma per la piscina, in particolare, è non solo antiscivolo ma anche antimuffa, resiste agli agenti atmosferici e, ovviamente, è impermeabile.

L’installazione di idoneo pavimento di sicurezza riduce di gran lunga il rischio di incidenti a bordo piscina come, ad esempio, contusioni oppure fratture.

Piscina pubblica e vaschetta lavapiedi

Quanto all’installazione di apposita vaschetta lavapiedi, la normativa è ancora più confusa: la norma non chiarisce né le dimensioni della vaschetta né il tipo di alimentazione dell’acqua.

Questi aspetti e queste decisioni sono demandate alla discrezionalità delle singole ASL.

Obbligo di presenza di Bagnini

Le norme, invece, sono concordi nel fissare in 1,40 metri la profondità della vasca per la quale è necessaria la presenza del bagnino.

Infine, quasi tutte le Regioni sono d’accordo sull’obbligatorietà di apposita infermeria nelle piscine pubbliche.

Ancora una volta, però, le dimensioni e le dotazioni delle infermerie sono tutt’altro che chiare e, spesso, vengono individuate dalle Norme CONI.

Norme di sicurezza per le piscine private

Nel caso di piscine private, invece, i rischi sono più che altro legati alle possibili cadute accidentali in acqua e ciò può essere scongiurato adottando alcune precauzioni che fanno uso, per esempio, di un dispositivo di rivelazione di caduta, una recinzione e una copertura di sicurezza.

È interessante notare che questi dispositivi sono obbligatori in Francia, ma totalmente facoltativi nel nostro Paese.

La recinzione, per esempio, potrà essere fisica oppure a barriera infrarossi, il dispositivo anti caduta invece va fissato al braccio o alla caviglia del bambino, mentre la copertura, a tapparella o con altri sistemi, oltre a essere un dispositivo di sicurezza garantisce anche il perfetto isolamento dell’acqua.